standard-title La figura paterna Oggi i padri vogliono avere un ruolo educativo, vogliono costruire un rapporto autentico basato sul dialogo con i loro figli adolescenti, vogliono avere una relazione affettiva con i figli. Quindi un padre responsabile, presente e coinvolto, ma giunti all'età della preadolescenza-adolescenza per il papà ci vogliono modalità nuove, il padre deve inventarsi una nuova relazione con i figli perché il rapportarsi con i figli che si era avuta e andava bene fino ai 10 anni adesso dagli 11-12 anni in avanti non serve più; deve subentrare un nuovo modo di relazionarsi perché il figlio cambia, anche se molte volte non vorrebbe.

La figura paterna

Oggi i padri vogliono avere un ruolo educativo, vogliono costruire un rapporto autentico basato sul dialogo con i loro figli adolescenti, vogliono avere una relazione affettiva con i figli. Quindi un padre responsabile, presente e coinvolto, ma giunti all'età della preadolescenza-adolescenza per il papà ci vogliono modalità nuove, il padre deve inventarsi una nuova relazione con i figli perché il rapportarsi con i figli che si era avuta e andava bene fino ai 10 anni adesso dagli 11-12 anni in avanti non serve più; deve subentrare un nuovo modo di relazionarsi perché il figlio cambia, anche se molte volte non vorrebbe.

Il padre oggi

La figura del padre ha subito una trasformazione notevole se pensiamo solamente alle ultime generazioni: i nostri papà avevano una figura normativa, erano i padri autoritari, non avevano una funzione educativa, era educativo il solo fatto di esserci, la sola loro presenza. Oggi i padri vogliono avere un ruolo educativo, vogliono costruire un rapporto autentico basato sul dialogo con i loro figli adolescenti, vogliono avere una relazione affettiva con i figli.
Basta pensare al mutato comportamento del papà di fronte all’avvenimento della nascita del figlio: la presenza del padre alla nascita ieri e oggi! Già questo è indicativo di una risposta a questa esigenza di paternità nuova; si vuole instaurare una relazione tra padre e figlio e per questo necessitano nuove competenze. Dall’altra parte c’è un evidente bisogno dei figli maschi di avere un uomo che regga il confronto con loro, che sia un adulto credibile e autorevole.
Quindi un padre responsabile, presente e coinvolto, ma giunti all’età della preadolescenza-adolescenza per il papà ci vogliono modalità nuove, il padre deve inventarsi una nuova relazione con i figli perché il rapportarsi con i figli che si era avuta e andava bene fino ai 10 anni adesso dagli 11-12 anni in avanti non serve più; deve subentrare un nuovo modo di relazionarsi perché il figlio cambia, anche se molte volte non vorrebbe.

Il ruolo del padre

La madre ha un ruolo nella famiglia di oggi non molto diversa rispetto al ruolo che aveva negli anni passati, si può dire che copre quasi tutti i ruoli (accoglienza, affettività, accudimento fisico, gratificazione emotiva). Ma se tutte queste funzioni sono già svolte dalla mamma, allora a cosa serve il papà?
Il papà svolge per il figlio una funzione pedagogica fondamentale e non sostituibile. Il compito del papà è quello di strappare il figlio dalla vita famigliare e lanciarlo nella vita. Per farlo il papà deve avere il coraggio di andare oltre alla tendenza materna di accogliere il figlio, di tenere il figlio attaccato a se, di soffocare il figlio. Per svolgere il suo compito il papà non deve avere paura di strappare il figlio dall’abbraccio materno per lanciarlo, gettarlo nella vita. Prima di tutto bisogna eliminare alcune scuse che i padri si fanno: ormai il ragazzo ha 13 anni e quello che è fatto è fatto. C’è invece tutto un modo nuovo di rapportarsi, di confrontarsi; è proprio questo il momento più adatto nella relazione padre-figlio che può permettere al papà di svolgere la sua funzione di lanciare il figlio nella vita, nella società.